dicembre 2, 2016 Finanziamenti Nessun commento

Lo Stato italiano, finalmente, ha deciso di trovare nuove vie di sbocco per affrontare la crisi economica. Ma questa volta la strada non è tanto “nuova”, ma è, piuttosto,qualcosa di radicato nella nostra cultura. Si tratta, infatti, di un ritorno  a quella che è la fonte primaria della sopravvivenza umana: la terra. Finalmente è possibile investire in questo settore, con particolari agevolazioni, organizzando una vera e propria azienda (piccola o grande che sia).

Infatti sono stati varati diversi finanziamenti in questo senso, sotto forma di PSR (Programma di Sviluppo Rurale) Regionali: le varie misure arrivano a finanziare  fino al 70% del progetto a fondo perduto, in base alla fascia di appartenenza. Il punto qualificante dei progetti, affinché essi possano ambire al finanziamento, è che essi puntino all’obiettivo dell’efficienza energetica.

Le colture di alta gamma ( come ad esempio, coltivazioni di zenzero, curcuma o altri tipi di colture di questo genere), presentano ai fini del finanziamento un valore aggiunto molto alto.

curcuma-in-cucina zenzero

Colture come queste rappresentate in fotografia, meglio  se coltivate sotto una serra fotovoltaica o magari alimentata con caldaie o co-generatori a biomassa, accedono più facilmente ai finanziamenti consentiti dai PSR regionali.

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Molto incentivate anche le cantine con grandi innovazioni tecnologiche: anche in questo caso l’efficienza energetica o la produzione, di energia elettrica, da biomassa rappresentano il punto focale della progettazione.
Il criterio per generare un grande guadagno in agricoltura si basa, soprattutto, sul cercare di chiudere quanto più possibile l’ecosistema che si crea nella stessa azienda agricola.
Ad esempio:
In un allevamento di bovini

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è possibile sfruttare il letame per alimentare dei biodigestori;

biodigestore-savarva

sfruttare la linea termica della cogenerazione per alimentare, con acqua calda, un eventuale caseificio.
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Questa filiera completa permetterebbe un guadagno notevole, perché si ridurrebbero al massimo i costi e si darebbe un grande valore aggiunto sia agli scarti, dai quali si potrebbe ottenere energia elettrica (incentivata dallo stato italiano con circa €0,18 per Kwh prodotto) ed un notevole risparmio per la produzione di acqua calda da impiegare ai fini dei prodotti caseari.

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Dalla fermentazione del biodigestore si otterrebbe dell’ottimo compost per concimare il terreno di pascolo o per la coltivazione di foraggio o di colture che darebbero un’ottima rendita sul prodotto.

compost

Qui di seguito troverai il bando del PSR Campania

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Written by Fabio Locorotondo