marzo 7, 2017 News Nessun commento

Il rischio fotobiologico è l’effetto della radiazione ottica su pelle e occhi.

 

In teoria alti livelli di luce possono causare danni termici e danni fotochimici all’occhio.

 

Alcuni tipi di LED e i LED combinati con lenti possono avere elevatissimi livelli di luminosità. Solitamente ciò non vale per le lampadine LED che si utilizzano in sostituzione di sistemi oramai obsoleti. Le tecnologie LED disponibili sul mercato per la sostituzione di lampadine tradizionali non raggiungono livelli critici.

L’unico impatto negativo,  potrebbe essere causato dell’elevata intensità di emissione di luce blu, un eventuale problema per alcuni prodotti (apparecchi a LED e alcuni tipi di spot a LED) che emettono elevate quantità di luce blu. La norma EN 62471 “Sicurezza fotobiologica delle lampade e sistemi di illuminazione” definisce le categorie di rischio R0-R3. Le lampadine LED (come le lampadine per la sostituzione di lampade fluorescenti compatte, lampade alogene e lampade a incandescenza con prese standard) devono rispettare RG 0 o 1, che assicurano l’assenza di impatti negativi sulla salute. 

Le lampade che spesso hanno di questi problemi sono le lampade che utilizzano LED molto economici, in quanto questo tipo di led è schermato solo in parte, nello specifico è schermata solo la parte centrale del diodo, mentre la parte periferica è assolutamente senza schermatura e quindi con quella caratteristica luce blu che, come abbiamo visto, è dannosissima per l’occhio umano.

Written by Fabio Locorotondo